RIPRENDE LA LOTTA DEI LSU DELLA CAMPANIA

BISOGNA REAGIRE ADESSO

Napoli -

 

MERCOLEDI’ 12 OTTOBRE 2011 – ORE 10.00 -14.00

ASSEMBLEA GENERALE DEI LSU DELLA CAMPANIA

SALA GEMITO – DI FRONTE  MUSEO NAZIONALE-

PIAZZA CAVOUR – NAPOLI

Le ragioni dei precari LSU e le “tossine della pubblica amministrazione”

Le questioni dell’avviamento al lavoro per questo segmento di lavoratori, i cosiddetti “Lavoratori Socialmente Utili”, ovvero i PRECARI DEI PRECARI, che da oltre da oltre 15 anni vengono utilizzati in  attività di servizio istituzionali proprie degli Enti e, pertanto, rientrano a pieno titolo  nei cicli produttivi di questi stessi Enti, non debbano essere ricondotti nell’alveo degli aspetti  clientelari e/o a spartizioni politiche, come lo si vorrebbe far credere, ma, più legittimamente, vanno catalogati nella sfera del precariato diffuso nel nostro paese atteso che essi, fin dal 1995/96 sono stati avviati al lavoro  dagli uffici di collocamento, essendo nel tempo, parliamo quindi del secolo scorso,  stati espulsi dai cicli  produttivo e/o disoccupati di lunga durata.

Oggi, semmai ce ne fosse la necessità, vogliamo precisare che i precari storici LSU sono utilizzati senza aver mai firmato il contratto di lavoro, sono sottopagati, non percepiscono contributi previdenziali, non usufruiscono di permessi parentali, non hanno diritto al riconoscimento dell’anzianità di servizio prestato ai fini concorsuali, non hanno accesso alle progressioni di carriera e alla produttività, sebbene concorrano  fattivamente, come sopra evidenziato, al raggiungimento di obiettivi di efficacia, efficienza ed economicità del servizio negli Enti utilizzatori i cui vantaggi, e non solo economici, sono ad uso e consumo dei dirigenti e della politica in questi stessi enti utilizzatori.

Gli LSU in questi lunghissimi anni, e per alcuni si avvicina la maggiore età nel senso che ci si avvicina il 18° anno di precariato LSU, hanno sicuramente contribuito al contenimento della spesa pubblica, al  rispetto del patto di stabilità e  nonostante ciò, oggi,  vengono ancora ripagati con un assegno di povertà.

Questa forma di precariato, peraltro diffusa nel nostro paese, si potrebbe considerare come  modello ideale di lavoratore e, secondo un pensiero dirompente, si potrebbero  definire  i precari LSU come le  “tossine della Pubblica Amministrazione”.

Certo è che gli LSU, siano essi operai, tecnici, amministrativi, vigili urbani, assistenti alla persona, autisti, accompagnatori scuola Bus, ingegneri, architetti, informatici per la Protezione Civile per il rilevamento degli edifici pubblici e delle zone a rischio sismici,  etcc., etcc., etcc,. non sono e ne debbano essere considerati lavoratori.

Oggi, d'altronde, ci rimane anche l’amarezza di quelle grida di allarme emesse proprio da questi precari LSU, in particolare di quelli della Protezione Civile, le quali grida di allarme se  ascoltate avrebbero salvato tante vite perse nei terremoti e nei dissesti del paese.

Ci rimane il dubbio che il lavoro dei LSU, ancorché di eccellenza, come nel caso citato, viene deliberatamente sminuito e vessato.

L’introduzione di forme di lavoro ai limiti o fuori della legalità nel pubblico impiego, poiché di questo comparto si parla,  è responsabilità esclusiva dei governi che hanno deliberatamente scelto la precarizzazione del lavoro pubblico con la complicità dei sindacati concertativi CGIL,CISL e UIL che nulla hanno fatto per risolvere questa profonda ferità nel panorama lavorativo.

Infatti la stabilizzazione dei LSU in molti casi  è stata barattata in nome della privatizzazione di interi settori della pubblica amministrazione, le cui  esternalizzazioni di servizi pubblici particolari con appalti  milionari,  come per esempio le pulizie nelle scuole, ed attività proprie degli enti dati in pasto alle società di dubbia provenienza come ad es. per lo smaltimento dei rifiuti in Campania, ha prodotto solo un aumento incontrollato e inconfutabile della spesa pubblica.

Le esternalizzazioni, queste si  sono il cancro da estirpare ed i virus del dilagare dello spreco della spesa pubblica in favore dei privati e l’atteggiamento del Governo  che continua a fare lo struzzo nonostante l’evidenza dei fatti, ridicolizza e offende ancor di più  il lavoro dei LSU  volendo nascondere la vera natura delle attività socialmente utili, ovvero il lavoro nero,  invece di regolarizzare definitivamente il rapporto di lavoro.

Recenti sentenze su ricorsi avviati da questa O.S. e dai LSU, hanno riconosciuto la sussistenza del rapporto subordinato di fatto, seppure in assenza di un  contratto di lavoro e quindi è stata accertata, dal Giudice, la riconoscenza di lavoro nero per lo stato con la condanna degli Enti pubblici al pagamento delle differenze retributive, contributive e del TFR.

Vogliamo partire da queste piccole considerazioni per cercare di programmare iniziative serie e concrete per porre fine ad un  sistema che, oltre a produrre illecito arricchimento da parte degli enti utilizzatori, ha determinato arretramento delle condizioni materiale e sociale per gli operatori LSU e che in molti casi ed in molte  circostanze questa categoria hanno dovuto subire, e lo subiscono tutt’ora, vessazioni, ricatti, minacce per il solo fatto di aver alzato la testa.

IL TEMPO E’ SCADUTO E PER QUESTO

BISOGNA  REAGIRE  ADESSO

PARTECIPAMO COMPATTI ALL’ASSEMBLEA  POICHE’ E’ IL LUOGO DEPUTATO PER DECIDERE  IL CAMMINO DA PERSEGUIRE PER RISOLVERE IN MANIERA CONCRETA QUESTO ANNOSO PROBLEMA

IL  NOSTRO  FUTURO E’ NELLE  NOSTRE  MANI

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